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lunedì 26 dicembre 2016

Borderline e senso di colpa





E' un disturbo bastardo questo... spinge gli altri a pensare che le tue crisi siano atti manipolatori per costringere le persone ad accudirti
Ma solo chi vive con questo vuoto dolore dentro può comprendere il grado di sofferenza che precede e segue ogni crisi...
E' vero... in quei momenti non sei in grado di badare a te stessa... e cominci a fare cose senza senso, il dolore ti porta a vedere la realtà in maniera distorta e arrivi a ferire gli altri perché dentro di te non c'è altro che distruzione.
Ferite, il rischio di perdere la vita, nulla può eguagliare quello che in quegli istanti stai provando ed è come se quell'ombra che hai dentro divorasse ogni luce di speranza.
Anche questa volta sono stata fortunata... ho trovato più di una persona che mi ha riportato fuori da quell'oscurità, ma le cicatrici e il dolore che ho provocato agli altri sono difficili da sanare.
Chi ti ama arriva ad odiarti in quei momenti... perché nessuno si spiega come mai una persona possa d un minuto all'altro tirare fuori il peggio di sé.
A volte mi chiedo come mai mi sia toccata un'esistenza così dura... si è vittime e allo stesso tempo carnefici di sé stessi.
Spero di iniziare presto la psicoterapia perché queste continue ricadute stanno sfiancando me e le persone che mi stanno accanto... e nessuno merita un'esistenza così dura e dolorosa.

giovedì 4 agosto 2016

L'equilibrio



E' difficile prendere coscienza di quanto il disturbo possa essere così invasivo nella mia esistenza.
Ora conosco molte più cose di me stessa... del mio modo di intendere le relazioni, del mio modo di concepire la vita e i relativi successi e fallimenti.
Ma pur essendo cosciente del fatto che la maggior parte dei miei fallimenti è conseguenza degli schemi mentali che per anni mi hanno dato questa visione distorta dell'esistere, a volte mi ritrovo disarmata di fronte alla mia impulsività.
E' come se il mio lato oscuro prendesse il sopravvento...è come se avessi cominciato a conoscerlo, ma ancora non riuscissi totalmente ad accettarlo.
E di fronte all'ennesimo insuccesso,  che per me è ancora sinonimo di catastrofe,  mi ritrovo a darmi la colpa... a volermi annientare, persa in quella sensazione di non voler più esistere.
In questi momenti non vedo altro che la mia parte oscura, così imponente e così pesante e monolitica.
E' come se la sua ombra riuscisse ad ostacolare la visione di quanti mi stanno accanto, delle persone che vogliono aiutarmi, nonostante la difficoltà del vivere accanto ad una persona che da un momento all'altro non è più la stessa.
I farmaci mi stanno dando una mano, non ho mai avuto un'eccessiva fiducia nella chimica, ma riconosco che se non li prendessi i momenti di sconforto sarebbero ancora più difficili da gestire.
Oggi mi chiedo per quanto tempo ancora dovrò impegnarmi a rimanere in bilico fra la normalità e la follia... per quanto tempo ancora dovrò fare i conti con la mia mente e con il suo andare alle volte alla deriva.
Forse si tratta solo di portare pazienza e di concedermi il tempo di abituarmi a lasciare andare il dolore che a volte diventa così presente ed intrusivo.