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lunedì 29 agosto 2016

Sul non trovarsi

Il vuoto riempie la mia anima e i pensieri invadono la mente.
Mi muovo nello spazio fisico alla ricerca dei confini della mia anima... Ma tutto sembra frammentato e disperso.
Noia e vuoto...
Fare le cose senza essere connessi con il proprio presente stanca perché il pensiero va sempre nella direzione del sentirsi falliti e inutili.
Cerco di educare il mio cervello, ma non mi da retta.
È come se un impulso primordiale lo portasse a ripercorrere le stesse strade del passato... Come se non conoscesse altro che il pricipitare nel vuoto.
Il caldo mi infastidisce,sono stanca, ma pur sentendomi esausta sento l' impulso di fuggire da tutto, da me.
Avrei bisogno di esternare quello che sento e provo, ma nessuno è disposto ad ascoltare.
Sono una terra desolata e desertica.

sabato 13 agosto 2016

Il dolore




Spazio chiuso e caotico della mente.
Onde di pensieri s'infrangono fra le tempie stanche.
Il corpo vive ma lo spirito inquieto,procedendo nel suo errare confuso  lo ha lasciato indietro.
Ci sono ombre che la luce dell'Amore fatica a rischiarare e che a volte rischia persino di rebdere ancora più tenebrose.
Sento il suono pesante del vuoto dove persa rotolo fra gli specchi infranti dell'illusione.

giovedì 4 agosto 2016

L'equilibrio



E' difficile prendere coscienza di quanto il disturbo possa essere così invasivo nella mia esistenza.
Ora conosco molte più cose di me stessa... del mio modo di intendere le relazioni, del mio modo di concepire la vita e i relativi successi e fallimenti.
Ma pur essendo cosciente del fatto che la maggior parte dei miei fallimenti è conseguenza degli schemi mentali che per anni mi hanno dato questa visione distorta dell'esistere, a volte mi ritrovo disarmata di fronte alla mia impulsività.
E' come se il mio lato oscuro prendesse il sopravvento...è come se avessi cominciato a conoscerlo, ma ancora non riuscissi totalmente ad accettarlo.
E di fronte all'ennesimo insuccesso,  che per me è ancora sinonimo di catastrofe,  mi ritrovo a darmi la colpa... a volermi annientare, persa in quella sensazione di non voler più esistere.
In questi momenti non vedo altro che la mia parte oscura, così imponente e così pesante e monolitica.
E' come se la sua ombra riuscisse ad ostacolare la visione di quanti mi stanno accanto, delle persone che vogliono aiutarmi, nonostante la difficoltà del vivere accanto ad una persona che da un momento all'altro non è più la stessa.
I farmaci mi stanno dando una mano, non ho mai avuto un'eccessiva fiducia nella chimica, ma riconosco che se non li prendessi i momenti di sconforto sarebbero ancora più difficili da gestire.
Oggi mi chiedo per quanto tempo ancora dovrò impegnarmi a rimanere in bilico fra la normalità e la follia... per quanto tempo ancora dovrò fare i conti con la mia mente e con il suo andare alle volte alla deriva.
Forse si tratta solo di portare pazienza e di concedermi il tempo di abituarmi a lasciare andare il dolore che a volte diventa così presente ed intrusivo.



sabato 9 luglio 2016

conoscenza e consapevolezza





In questi giorni leggo e rileggo tutto quello che riguarda il disturbo borderline...
Manuali, articoli, blog, forum... nella maggior parte di questi ti fanno sentire un po come una causa persa...
La sensazione di aver sempre vissuto in una costante situazione dicotomica mi è sempre più evidente.
Da una parte so che gli sbalzi d'umore, il senso di vuoto e la voglia a volte di rifugiarmi dopo le esplosioni di rabbia nelle mie solite modalità di abbassamento dello stress, sono parte del disturbo e non mi appartengono...

Ma conoscere è distante dal raggiungimento della piena consapevolezza...

Perché ogni esperienza del mondo rischia di entrare in te in maniera così invadente da far crollare la tua razionalità. In quei momenti sei un sentire senza mente. Hai il timore che tutto quello che è fuori da te, relazioni e condizioni di vita, possano sconvolgerti a tal punto da farti smarrire.
Quindi a volte riaffiora la necessità di isolarmi da tutto.
Suonare aiuta... perché il tuo isolamento porta comunque a qualcosa di costruttivo. Ti porta a focalizzarti sull'attimo presente... diciamo che è molto meglio del cedere all'impulso di abusare di farmaci o alcol.
Anche scrivere aiuta tanto... ma non sempre riesco, ci sono momenti durante i quali non riesco ad essere connessa con me stessa e la realtà.
In quei momenti dopo la tempesta di pensieri tutto si cristallizza. Per far comprendere agli altri quello che si sente spesso dico di essere annoiata, ma non è vera e propria noia.. è uno stato dove mi isolo totalmente da tutto quello che è esterno e che potrebbe farmi del male.

Insomma tutto continua ad essere bianco o nero, cattivo o buono, salvifico o nocivo...
Ora conosco la causa e se la conoscenza è il primo passo verso la consapevolezza spero che anche il sentire prima o poi si metta in linea con la mente.