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venerdì 13 gennaio 2017

Giro di boa





Parole che come acqua torbida e inquieta infangano le rive della mia anima.
Promesse e garanzia di cambiamento e all'improvviso il fallimento che come una scure lacera la mia carne.
Vorrei che per un attimo il tempo della mente scorresse rapido ai tramonti aranciati dell'estate, 
ai sorrisi leggeri degli amici,
ma il peso di questo freddo scuro opprime lo spirito e il cuore.
Le molecole non funzionano con me... il dolore non si può cancellare
e farsene una ragione è dura.
Milioni di volte vivi quell'abbandono e non c'è ferita che possa sanarlo.
Non c'è alba che per me non significhi rischio e non c'è notte che non sia aspirazione.
I sogni confermano il dolore che provo e che il mio sguardo intuisce negli altri come specchio opaco.
Lento e perpetuo dolore.

lunedì 29 agosto 2016

Sul non trovarsi

Il vuoto riempie la mia anima e i pensieri invadono la mente.
Mi muovo nello spazio fisico alla ricerca dei confini della mia anima... Ma tutto sembra frammentato e disperso.
Noia e vuoto...
Fare le cose senza essere connessi con il proprio presente stanca perché il pensiero va sempre nella direzione del sentirsi falliti e inutili.
Cerco di educare il mio cervello, ma non mi da retta.
È come se un impulso primordiale lo portasse a ripercorrere le stesse strade del passato... Come se non conoscesse altro che il pricipitare nel vuoto.
Il caldo mi infastidisce,sono stanca, ma pur sentendomi esausta sento l' impulso di fuggire da tutto, da me.
Avrei bisogno di esternare quello che sento e provo, ma nessuno è disposto ad ascoltare.
Sono una terra desolata e desertica.

giovedì 28 luglio 2016

L'abbandono




Ecco, basta così poco affinché tutto dentro di me crolli

All'improvviso mi trovo naufraga dell'esistenza... dove sono? Dov'è finita la persona che fino ad un istante prima credeva di esistere?

In questi momenti si tocca con mano il vuoto lasciato dall'illusione svanita di aver trovato me stessa.
Forse chi sono sempre stata non ero io.

Forse non ero altro che il riflesso sbiadito e distorto di quello che negli altri vedevo proiettato.

Ci sono cascata un'altra volta. Ho cercato negli altri chi ero e ora che gli altri non sono qui con me, io non esisto se non come fallimento totale.

Non sono altro che una corazza che cela il vuoto.

Non sono che una scorza, un packaging di un prodotto che non ha destinazione d'uso.

Dove sono? Il mondo mi è estraneo e io sono estranea a me stessa.
Il mondo invade totalmente la mia anima con le sue fratture decadenti e terribili.
Rabbia, frammentazione, paura, vuoto.
Quello che è fuori non è altro che il riflesso di quello che sento dentro.