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martedì 23 agosto 2016
Crisi e abbandono
E l'ennesima crisi è arrivata... pensavo che ormai i distacchi non potessero più nuocermi... e invece...
Quel vuoto che ingloba e divora tutto si è fatto sentire più forte di prima.
Nulla è più doloroso di quel buco nero massiccio e freddo... nulla... persino morire sembra un sollievo...
e quindi giù di xanax e alcool... non voglio più sentire niente... questo è il mio unico pensiero...
non voglio più sentire le pesanti catene del dolore che stridono nel rumoroso silenzio della mia mente.
Vuoto dentro e intorno me... silenzio.
venerdì 5 agosto 2016
La rabbia e la frustrazione mi scorrono dentro, come acqua di un fiume in piena che travolge tutti i miei buoi propositi.
Mi sono perduta per l'ennesima volta nei meandri della mia mente. mi sento compressa dal mondo esterno che entra senza filtro, come se tutti gli argini che pensavo potessero tenere qualsiasi affronto fossero ceduti all'improvviso.
Vorrei urlare fino ad eliminare il dolore, ma urlare non serve.
Non serve nemmeno pensare di andare oltre, perché oltre c'è solo il baratro eterno del vuoto che ben celato continua a scavare dentro.
Dentro di me il vuoto, eterna fiamma del mio animo.
E tutto questo per una frase banale, una sola frase che ha risvegliato in me il senso di impotenza.
E' come una valanga che travolge quella me stessa che ero riuscita a conquistare.
Razionalmente so che è tutto frutto della mia mente e come vorrei che anche il mio cuore seguisse quel nuovo schema. Ma le emozioni mi travolgono quindi vai di ansiolitico.
Quelle gocce che bruciano le emozioni e che ti fanno sembrare tutto piatto e regolare.
Il piano inclinato del mio sentire ha trovato un nuovo assetto illusorio.
Ora sono calma e di nuovo mi ritrovo nell'affidarmi alla chimica per sanare quelle ferite che gli abbandoni della mia esistenza hanno provocato.
Ora tutto è calmo.
Mi guardo dentro. Era solo una frase come tante, di quelle che si dicono senza pensarci tanto sopra.
Nessuno mi sta abbandonando, sono solo inciampata lungo il percorso ma ora sono di nuovo in piedi e la strada è ancora lunga.
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martedì 2 agosto 2016
Psicofarmaci e sogni
Da 2 settimane ho iniziato la terapia farmacologica per debellare il mio disturbo, antidepressivo e anti psicotico, da una settimana ho interrotto l'ansiolitico, e devo dire che mi sento molto meglio.
Quello che ho riscontrato è un'insolita attività onirica; è come se ogni sogno mi portasse ad affrontare quelli che sono i nodi cruciali del mio disturbo.
Sogni nei quali vengo abbandonata, dove mi trovo in situazioni nelle quali le persone nelle quali confido mi girano improvvisamente le spalle umiliandomi e facendomi sentire come poco importante.
Una figura sempre presente è quella del mio compagno, durante il sogno ha atteggiamenti che mi umiliano, che mi fanno sentire poco importante e poco amata o che improvvisamente mi comunica un allontanamento.
Il giorno dopo rido con lui di quanto il mio cervello nella notte ha prodotto, ma la cosa più interessante è che nel sogno, mentre faccio esperienza di queste situazioni non vengo assalita dall'inquietudine e del vuoto che prima della terapia avvertivo. Affronto quanto mi sta accadendo con iniziativa, ma non con l'atteggiamento compulsivo che in tutti questi anni ha caratterizzato il mio comportamento.
Chissà... forse il mio inconscio sta lavorando per me...
giovedì 28 luglio 2016
L'abbandono
Ecco, basta così poco affinché tutto dentro di me crolli
All'improvviso mi trovo naufraga dell'esistenza... dove sono? Dov'è finita la persona che fino ad un istante prima credeva di esistere?
In questi momenti si tocca con mano il vuoto lasciato dall'illusione svanita di aver trovato me stessa.
Forse chi sono sempre stata non ero io.
Forse non ero altro che il riflesso sbiadito e distorto di quello che negli altri vedevo proiettato.
Ci sono cascata un'altra volta. Ho cercato negli altri chi ero e ora che gli altri non sono qui con me, io non esisto se non come fallimento totale.
Non sono altro che una corazza che cela il vuoto.
Non sono che una scorza, un packaging di un prodotto che non ha destinazione d'uso.
Dove sono? Il mondo mi è estraneo e io sono estranea a me stessa.
Il mondo invade totalmente la mia anima con le sue fratture decadenti e terribili.
Rabbia, frammentazione, paura, vuoto.
Quello che è fuori non è altro che il riflesso di quello che sento dentro.
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